Come un buon taglialegna riesce a leggere la storia della vita di un albero così per paragone è possibile leggere la storia della persona per fasi. Queste fasi, al contrario degli anelli dello sviluppo di un albero, non sono chiaramente distinte, tuttavia sono riconoscibili perchè hanno ognuna una particolare caratteristica e si possono così ricapitolare: infanzia da 0 a 2 anni, fanciullezza da 3 a 6 anni, prepubertà da 7 a 12 anni, adolescenza da 13 a 19 anni, età adulta da 20 anni in poi. Ogni strato rappresenta una diversa coscienza di sè e del mondo, ed è correlato allo sviluppo fisico, emotivo e psicologico. Cominciamo dall’inizio. L’INFANTE si caratterizza per il suo forte desiderio di essere accudito e nutrito dalla madre. Quel desiderio è una manifestazione del suo amore per lei: l’intimità fisica tra i due è più intensa nel momento dell’allattamento, che appaga le necessità biologiche fondamentali sia dell’infante sia della madre. Si può parlare di due aspetti base in questa fase: l’amore e la felicità. Il soddisfacimento della necessità di contatto e di nutrimento determina nel bambino così come nella bambina una sensazione di beato appagamento. Ogni sentimento d’amore nell’adulto proviene anche dallo strato infantile della sua persona. Il desiderio del contatto fisico è presente nel bacio e nell’atto d’amore ed è alla base dell’emozione amorosa. Se una persona ascolta il proprio cuore significa che ascolta l’infante dentro di sè e ciò spiega perchè i neonati inteneriscono tanto facilmente il cuore della maggior parte delle persone. Nella misura in cui la persona è distante dal bambino che ha in sè, le è parimenti impedito di sentire la pienezza dell’amore. Quando dall’infanzia si passa alla FANCIULLEZZA, la costante esigenza di intimità si traduce in quella di studiare il mondo circostante che si schiude davanti, di esplorare le persone, le cose, lo spazio e il tempo, così da poter formare nella mente un quadro della realtà. In questo processo, il bambino esplora anche il suo proprio essere in realazione al mondo e sviluppa una coscienza di sè. E’ durante la fanciullezza chè l’io si sviluppa definendosi nella struttura tra i sei e i sette anni. Fino a quel momento la realtà non è percepita come stabile o definitiva e l’immagine del bambino scorre liberamente. Dato che il bambino non è consapevole dei problemi reali delle figure che interpreta si può lasciar andare all’attività ludica in perfetta innocenza. Se ha avuto un’infanzia soddisfacente e ha la libertà di giocare tranquillo senza l’interferenza degli adulti proverà un senso di gioia. Al contrario, se è travolta da emozioni e preoccupazioni trasmesse dall’adulto la gioia si trasformerà in preoccupazione. Gli aspetti significativi di questo periodo sono la creatività e la voglia di giocare. Il desiderio dei bambini di sposare il genitore di sesso opposto va inquadrato nel gioco. I genitori che regiscono con il rimprovero possono recare danno ai loro bambini. Si può dire che la fanciullezza finisca nel momento in cui il bambino o la bambina ha un quadro coerente del suo mondo personale e di sè. Successivamente, dai 7 anni ai 12, nella PREPUBERTA’ ,comincia a studiare il mondo più vasto che gli si presenta fuori dalla famiglia. La scuola diventa un centro secondario di attività, il luogo dove si scopre il mondo reale oltre a quello precedente. I giochi dei giovani durante questi anni sono autentici e le conseguenze sono fondamentali perchè permettono loro di cimentarsi anche in funzione della cooperazione all’interno delle attività di gruppo. Man mano che si affinano le qualità, si sviluppano le gerarchie: un ragazzo può essere il più abile nella corsa, un altro il più abile nel giocare al pallone, etc. Le ragazze attraversano un identico processo di suddivisione gerarchica. Questi giovani non hanno più l’innocenza dei bambini, sono liberi di godere delle sfide e dell’eccitazione propri del periodo preadolescenziale ed anche le amicizie sono più profonde e il coinvolgimento sentimentale più chiaro. Due aspetti rilevanti sono degni di nota: l’esplorazione e il divertimento. L’ADOLESCENZA inizia con il raggiungimento della maturità sessuale a livello biologico. Anche in questa fase ci sono due aspetti: il desiderio di sentirsi liberi e il desiderio di avere una storia d’amore. La passione dell’adolescente può essere intensa, soprattuto c’è una predisposizione al romanticismo, e dal momento che la maturità emotiva non è ancora raggiunta al 100%, c’è anche una tendenza a idealizzare l’oggetto d’amore. Per loro l’eccitamento dell’amore romantico è travolgente: il romanticismo sta all’adolescenza come il desiderio d’intimità all’infanzia, la voglia di giocare alla fanciullezza e l’avventura e la scoperta all’età prepuberale. Se uno degli stadi precedenti alla MATURITA’ non è stato soddisfacente, insorgono fissazioni che condizionano parte della persona e la persona ha delle limitazioni. Se ha perso il contatto con gli strati precedenti della sua formazione sarà una persona con molta probabilità sterile, rigida e propensa a seguire solitamente medesimi schemi di comportamento. Arrivano alla maturità coloro che hanno attraversato queste fasi in modo soddisfacente e integrato gli aspetti base di queste differenti fasi di sviluppo. Un adulto sano è invece il complesso integrato di diversi stadi. Un’infante nel cuore, un bambino nell’immaginazione, un ragazzo nello spirito di ricerca, un giovane adulto nelle aspirazioni romantiche e in quanto adulto anche consapevole delle sue azioni e pronto a mantenere il senso di responsabilità e la ricerca di realizzarsi di questa fase.
(*Articolo scientifico )