Quante volte ci si chiede da che cosa nasca veramente quel legame così forte ed unico che unisce una madre al proprio figlio e viceversa. Tolti casi particolari, il rapporto mamma-bambino è unico.
Quando si decide di diventare genitori, iniziano a presentarsi mille aspettative riguardo la crescita del proprio figlio: obiettivi comuni ad entrambi i partners sono solitamente quelli di crescere dei figli sani, felici e fiduciosi in se stessi. La caratteristica principale dell’essere genitori è quindi quella di fornire una BASE SICURA da cui un bambino possa partire per affacciarsi al mondo esterno e a cui possa tornare quando vuole, sapendo che sarà il benvenuto.
Ma perché un bambino è così legato profondamente alla propria madre? Ma soprattutto, perché a volte, invece, non lo è?
Le prime teorie a riguardo sostenevano che alla base di questo legame ci fosse il gesto nutritivo, cioè, la mamma, fornendo cibo al bambino, lo rendeva dipendente da lei. Ma questa teoria è stata presto smentita: se infatti fosse stata vera, un bambino non più neonato, ma già di due – tre anni, si sarebbe legato in maniera forte anche a qualsiasi altro estraneo che gli avrebbe dato del cibo.
Una spiegazione adeguata e definitiva venne data da Lorenz, il quale ideò la “TEORIA DELL’ATTACCAMENTO”. Con tale teoria, egli dimostrò che il legame di attaccamento tra una madre ed il proprio figlio non dipende dai fattori nutritivi, ma deriva invece da una funzione biologica protettiva: rimanere nelle vicinanze e avere facile accesso ad un individuo familiare che sia pronto e disponibile a venire in aiuto in caso di necessità; in questo modo il bambino risulta fin da subito predisposto a sviluppare un sistema di schemi comportamentali che daranno come risultato il “comportamento di attaccamento” , cioè il fatto che egli cercherà di mantenere una vicinanza più o meno stretta con chi principalmente si occupi di lui (solitamente la madre) e una conseguente aspettativa di risposta di aiuto nel caso di necessità. Il comportamento di attaccamento richiede che il bambino abbia sviluppato la capacità cognitiva di ricordare la madre quando lei non è presente: questa capacità si sviluppa nel secondo semestre di vita. E’ questo il motivo per cui, dai nove mesi in poi, la maggior parte dei bambini risponde con proteste e pianti quando viene lasciata con una persona estranea.
Seguendo la “teoria dell’attaccamento” di Lorenz, la Ainsworth ha definito tre modelli principali di attaccamento:
1) ATTACCAMENTO SICURO: nel caso di situazioni avverse, il bambino ha piena fiducia nell’aiuto del genitore. Questo schema viene determinato da un genitore disponibile, premuroso e attento ai bisogni del figlio.
2) ATTACCAMENTO INSICURO-EVITANTTE: nel caso di bisogno di cure, il bambino non possiede la fiducia che il genitore gli si risponderà prontamente, ma, al contrario, ha la convinzione di essere rifiutato.
3) ATTACCAMENTO INSICURO ANSIOSO-AMBIVALENTE: nel caso di bisogno di cure, il bambino non ha mai la certezza di essere rifiutato, così come non ha la certezza di venire accudito. Questo schema viene determinato da un genitore che alcune volte è pronto nel soccorrere il bambino, altre volte, invece, non mostra attenzione al bisogno di cure.
Quando uno di questi schemi viene sviluppato da un bambino, tende poi a persistere nel tempo. Questo perché il modo in cui un genitore tratta il proprio figlio rimane tendenzialmente immutato nel tempo. Nei casi in cui, invece, il comportamento dei genitori nei confronti del figlio cambiasse, cambierebbe anche il relativo schema di attaccamento. Questa è la “teoria degli schemi di attaccamento” .
Studi successivi hanno poi messo in evidenza che vi è una stretta correlazione tra come una madre descrive la propria relazione con i suoi genitori durante l’infanzia e lo schema di attaccamento che il bambino ha adesso con lei: mentre la madre di un bambino sicuro è capace di parlare con libertà e con emotività della propria infanzia, la madre di un bambino insicuro non è in grado. Inoltre, la madre di un bambino sicuro riferirà molto probabilmente di aver avuto un’infanzia felice, invece la madre di un bambino insicuro risponderà di aver avuto una relazione difficile coi propri genitori.
La teoria dell’attaccamento, oltre a spiegare quanto fondamentale sia il legame madre-bambino per il futuro del bambino stesso, spiega anche quanto il legame avuto da bambini con i nostri genitori influenzi quello che avremo noi con i nostri figli.

