Rivista Online, a cura di Paolo Rovera

Psicodinamiche.”Encomiabile” caratteriologia in due canzoni di Enrique Iglesias e Cristina Aguilera

giovedì 5 gennaio 2012

Per mezzo di due canzoni di due interpreti contemporanei, Enrique Iglesias e Cristina Aguilera, si trae un riferimento di un carattere che voglio tradurre “Encomiabile”, dato che sia nel cantante madrileno sia nella cantante newyorkese, grazie alla comunicazione di questa loro creazione musicale si raccolgono aspetti specifici e personali sia di lui che di lei. Dal punto di vista analitico Stephen M. Johnson parla in questo contesto di “ossessivo-coatto” evidenziando in un suo scritto  ”Quella ossessivo-coatta è stata la prima costellazione di personalità delineata da Freud e fino a non molto tempo fa, senza dubbio la sindrome meglio descritta. ” Seguendo il testo e la struttura comunicativa  di “Hero” ( Hero composta da Enrique Iglesias ) e “Hurt” ( Hurt composta da Cristina Aguilera ), oltre e anche per mezzo  naturalmente della loro musica si denotano alcuni sentori emozionali degni di rilievo, oltrechè positivi e importanti.  In primo luogo la tematica e il livello emozionale che emergono sono a un passo dall’amore adulto che per definizione è ” voglio dividere la mia vita con un compagno, in cambio dò stima e affetto “. Ci sono a questo livello emozionale seguendo la canzone di lui e di lei almeno 3 aspetti osservabili. Il Romanticismo come primo aspetto sia nella musica sia nel testo. Poi, dal punto di vista Dinamico c’è una tenue delusione del genitore opposto ( la madre per lui e il padre per lei ) che è tenue per cui esiste in queste persone un processo rivendicativo nel senso positivo del termine, tale che nella loro transferenzialità verso il partner adulto hanno la capacità di gestire  ”L’ Io sarò bravo/a con te” e nel sentimento d’amore la possibilità di autoaffermare ” Amo me stesso, ma non te” nel caso di una delusione per lui ( leggasi testo Hero ) e “Amo me stessa, ma non te”  nel caso di una delusione per lei ( leggasi testo Hurt ), con una propensione rivendicativa a diminuire la/ il partner che ha portato alla delusione dell’uno o dell’altra. Ovviamente questi due brani sono solo due esempi tra le tante canzoni che hanno scritto per capire il carattere che contraddistingue Enrique Iglesias e Cristina Aguilera. Carl Gustav Jung coniò a suo tempo i concetti di Anima e Animus per spiegare questa transferenzialità, però non inserendo  la componente psicosessuale dell’individuo. Nella buona genitalità che consente l’abbraccio genitale sia a livello di coinvolgimento del sentimento sia a livello psicosessuale, non mancherebbe di certo una considerazione di questi due caratteri in merito al lieve timore della genitalità dell’altro o dell’altra. Componente che manca nelle due canzoni e quindi nei due autori, proprio perchè viene compensata dal romanticismo.  Jung non considerando questo aspetto psicosessuale, purtroppo, si limitò  a concetti quali Anima-Animus, o tipo Eros-Logos. Un terzo aspetto emozionale presente è il Desiderio inteso come inclinazione personale. In lui il “desiderio di proteggere” e in lei il “il desiderio di essere protetta” come aspetto che contraddistingue.

Psicodinamiche. Metodo di proposta di intervento di un individuo con diagnosi ossessivo-compulsiva

venerdì 9 dicembre 2011

Il caso umano dell’Aviatore americano Howard Hughes vedibile in certi aspetti descritti anche nel trailer film ‘Howard Hughes’ ,cioè dell’Aviatore americano diagnosticabile con diagnosi ossessiva-compulsiva. La psicologia qui dovrebbe dare un’informazione migliore e anche in Google.  Le caratteristiche delle persone sono nel loro complesso la prima cosa da guardare perchè sono le basi di ciò che è il “carattere” della persona. Senza uno studio attento del carattere non c’è una buona psicologia. Se il problema fosse come sosteneva Sigmund Freud il complesso di Edipo ( o l’equivalente Elettra ), cioè quello di risolvere la tendenza a soppiantare il padre e a stare vicino alla madre per me questo rappresenta invece un anello di generalizzazione superficiale, perchè se così fosse saremo tutti piò o meno simili a Howard Hughes cosa che invece non è. La prima cosa da considerare in psicologia è il carattere o tipo. Lui, Hughes, era un tipo che in gergo si potrebbe definire ‘cazzuto’, nel senso di ‘tipo in gamba’ con degli aspetti ossessivi, come sintomi. Focalizzarsi solo su questi aspetti ( cioè i pensieri ossessivi associati a compulsioni con azioni particolari o rituali da eseguire tipici di questa persona )non fà altro, che,  dare adito alle propensioni già comuni di fissarsi solo ed esclusivamente su questi aspetti. Meglio sarebbe considerare l’orientamento al successo della persona con questo tipo di carattere che è un atto di compensazione che c’è per superare la delusione da parte della madre avuta in tenera età, quindi va alimentato nella persona un maggior  grado di consapevolezza di dover provare un atteggiamento sadico nei confronti della madre stessa, atteggiamento comunque, attraverso una maggior consapevolezza della rabbia dovuta a questo evento per permettere alla persona di arrivare vicina se non proprio alla guarigione del sintomo. L’espressione e l’interpretazione di Leonardo di Caprio nel film “The Aviator”   sono interessanti per evidenziare questa tipologia caratteriale.

(Printed)

Facebook. Valorizzazione del socialnetwork in ottica psicologica

lunedì 28 novembre 2011

Per chi conosce Facebook e ha avuto modo di utilizzarlo, il primo fattore che lo contraddistingue, guardando dall’ottica psicologica il socialnetwork è il suo grado di partecipazione, inteso come livello di struttura. Si tratta infatti di un’impostazione basata su una dinamica di carattere collettivo, e fa supporre che il suo creatore Mark Zuckerberg l’abbia costruito proprio grazie a una dinamica sua propria di tipo collettivo che gli appartiene. E’ lo stesso tipo di dinamica che si ritrova, per facilitare la comprensione, anche in altri casi che si possono paragonare a Facebook, come nei passatempi può essere il puzzle oppure nello sport può essere il nuoto sincronizzato. La ragione di questo articolo è che c’è un aspetto particolare di Facebook che in ottica psicologica non può non essere “valutato”, per gli sviluppi positivi che ha questo socialnetwork e della sua impostazione, verso  alcune persone aventi un certo tipo di conflitto. Questa “componente particolare” è subito evidente ( ricordando che si parla di dinamica partecipativa ). E’ fatta dalla domanda “A cosa stai pensando?” e dal tasto “Condividi”. Proprio questa impostazione e l’aspetto di condivisione alleggerisce la tensione di quelle persone che hanno un comportamento di “evitamento”, comportamento che riguarda una minima parte delle persone, perchè sono poche le persone che hanno questa fragilità.  L’aspetto partecipativo e collettivo che c’è grazie al “cosa stai pensando?” e al tasto “Condividi” è molto contenitivo. Cosa si intende per comportamento evitante? Si tratta di un comportamento che tende a evitare il contatto intimo, quindi anzichè volgersi verso un’altra persona,  è più probabile che ci sia un ritiro nell’autodifesa. Di sicuro proprio perchè impostato in dinamica collettiva e partecipativa, Facebook smorza almeno in parte questa tendenza a chi l’ha più marcata, cioè a chi ha come base della propria nevrosi questo conflitto. Altri due elementi  sono l’ipersensibilità e il fatto che queste persone possono pensare di sè “C’è qualcosa che non va in me”, per cui alla minima pressione esterna oppongono una forte resistenza preferendo stare isolate ( esempio trascorrendo il tempo al videopoker ). Due esempi di film facilitano la comprensione di questo tipo di persona: l’interpretazione di ‘Conrad’ di Thimothy Hutton nel film Gente comune e quella di ‘Macon’ di William Hurt nel film Turista per caso. Quindi, questo socialnetwork per come è costituito, ha una funzionalità positiva dal punto di vista psicologico per stemperare e alleviare la tensione relativa al conflitto che hanno queste persone.

Il “Principio del dare e del ricevere”, il principio fondamentale dell’indipendenza

sabato 5 novembre 2011

Il principio del dare-ricevere che spesso è esperienza dei rapporti di sentimento si presenta sottile nelle relazioni di sentimento ( amichevoli o amorose ) si presenta anche nelle relazioni quando la persona che non si sente riconosciuta per quello che ha dato, rivendica di aver dato tanto ma di aver ricevuto poco. C’è in questa valutazione di rapporto un fondo di verità, così come c’è anche una caratteristica che spesso sfugge alla persona interessata, se non addirittura ignorata. La persona stessa canalizza molte volte nel rapporto del dare  la propensione a dare in quel “molto” ( all’amico/a o al/lla partner ), proprio ciò che in passato non ha ricevuto. Quel dare tanto, quel dare troppo, può diventare un chiedere all’altro, di ricevere, nel presente ciò che invece non si era  ricevuto in passato. E’ un ribaltamento. Traducendo. Ti darò nel rapporto,oggi, ciò che a me non fu dato, affinchè io possa dare ciò che non ricevetti. Per questo, spesso, non verrà riconosciuto dall’altro. Certo però che in questa modalità c’è però anche una funzione stimolante nel senso che la persona che da o meglio dire dà tanto sta tentando in modo costruttivo a rivendicare il diritto di poter sentirsi importante. Analizzare bene ciò di cui si ha bisogno di dare, inteso come dare tanto o troppo, permette di fare un salto nella crescita personale per capire dove trovare quello di cui abbiamo bisogno noi per primi.

La musica non ha ‘ego’.

sabato 17 settembre 2011

La musica è uno strumento umano che è in grado di toccare le corde emotive dell’individuo. Può piacere o non piacere e in questo senso ha in sè e di chi la compone e di chi la sente un approccio creativo alla vita. Freud disse “L’Ego è inconscio come l’Es” dove per Ego intendeva la parte di noi che è Ego-ista senza che la riconosciamo. Einstein disse che il vero valore di una persona si determina esaminando quanto essa si sia liberata dall’Ego. Psicologicamente si può dire che più una persona è libera dall’Ego, più è adulta. E’ un concetto proporzionale. La musica non è ego-istica perchè prima di tutto muove la persona verso il sentire, perchè la musica si sente e in tal senso si può considerare come una corrente che si inserisce tra due situazioni il “vocabolo” e il “sentire”. Nella realtà oggettiva ci muoviamo con i cinque sensi tra cui il senso acustico. La musica come le parole “viaggia” a livello acustico e in tal senso così come la parola, ma ancor più della parola è in grado di stimolare i sentimenti dell’individuo con una base di riferimento che è in grado di “essere” al di là dell’Ego(-ismo) e quindi può essere terapeutica allo stesso modo delle parole ma in un sentiero suo. Quando una persona non è in grado di stare da sola è bene che si dica che il parlare è il miglior antidepressivo che esista, mentre stare con la musica è il modo migliore per affrontare la solitudine, quindi il parlare e l’ascoltare la musica sono a due livelli molto vicini ma diversi, il parlare è più estroverso, l’ascoltare musica più introverso. Sono due situazioni rappresentative opposte a una in cui si vede il prodotto dell’Ego invece, cioè quando una persona toglie il saluto a un’altra, in questo senso togliere il saluto a una persona è un chiaro prodotto dell’Ego.