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		<title>Voce e salute</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 14:54:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paolo Rovera]]></category>

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		<description><![CDATA[La &#8216;Voce&#8217; è un significativo mezzo espressivo della persona. E &#8216; il mezzo privilegiato per dare forma ai pensieri, per veicolare idee, sensazioni ed emozioni. La voce e il suono della persona vanno al di là della maschera, perchè c&#8217;è un rapporto con la qualità vibrante e personale che essa ha. Più il suono è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La &#8216;Voce&#8217; è un significativo mezzo espressivo della persona. E &#8216; il mezzo privilegiato per dare forma ai pensieri, per veicolare idee, sensazioni ed emozioni. La voce e il suono della persona vanno al di là della maschera, perchè c&#8217;è un rapporto con la qualità vibrante e personale che essa ha. Più il suono è bello più la persona ha delle qualità espressive. Una &#8216;voce&#8217; positiva indica una buona vita interiore: una voce positiva ha foni con caratteristiche di armonia e una gamma di suoni che può essere limitata o meno proprio in questo limite correlabile alla necessità di voler  migliorare il proprio stato di salute.  La voce consente di tenere un contatto con le gamma delle &#8216;emozioni semplici in qualità positiva&#8217;, quali &#8216;l&#8217;amicizia&#8217;, &#8216;la benevolenza&#8217;, &#8216;l&#8217;affetto&#8217;, &#8216;la tenerezza&#8217; e &#8216;l&#8217;amore&#8217;, e anche con le &#8216;emozioni semplici, ma ostili&#8217;, quali &#8216;l&#8217;inimicizia&#8217;, &#8216;la malevolenza&#8217;, &#8216;l&#8217;ostilità&#8217;,'l&#8217;antipatia&#8217; e &#8216;l&#8217;odio&#8217;. Può dare valore alle &#8216;emozioni di emergenza&#8217; quali &#8216;la rabbia&#8217; e &#8216;la paura&#8217;, e alla &#8216;tristezza&#8217; nella sua forma espressiva e unica di essere dolce e amara. La conoscenza e la consapevolezza di queste conduce alla distinzione di altre emozioni che sono un misto di quelle precedenti. &#8216;La compassione&#8217; ad esempio, combina &#8216;affetto e tristezza&#8217;, un&#8217;altra emozione mista è il &#8216;risentimento&#8217; che è composto da &#8216;ostilità e paura&#8217;, cosi come &#8216;l&#8217;invidia&#8217; è una combinazione di &#8216;tristezza e ostilità&#8217;. Se la persona vuol recuperare  un proprio stato di salute va abituata ad utilizzare la voce per migliorare le proprie sfumature affettive, poichè  la sua liberazione comporta la mobilitazione di sentimenti, cioè il sentire cosa dice un&#8217;emozione a favore delle conoscenza degli stessi e di Sè stessi.</strong></p>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 12:12:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le nostre interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Che cos&#8217;è la Psicologia: il punto di partenza.
Paolo intervistato da Francesca.
Francesca “Cos’è la Psicologia?”.
 
Paolo “Per vedere cosa sia la psicologia e la dimensione di questa disciplina, è necessario partire dal concetto più importante e riconosciuto”.
 
Francesca “Quale  concetto?”.
 
Paolo “ Il concetto di libido , che è la pietra di paragone dell’energia psichica. Dall’energia psichica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #ffff00;">Che cos&#8217;è la Psicologia: il punto di partenza.</span></h2>
<h3><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ffffff;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ffff00;">Paolo</span> intervistato da <span style="color: #ffcc00;">Francesca<span style="color: #ffffff;">.</span></span></span></span></strong></span></h3>
<h3><em><span style="color: #ffcc00;">Francesca</span></em> “Cos’è la Psicologia?”.<br />
<strong><span style="color: #ffff00;"><em> </em></span></strong></h3>
<h3><strong><span style="color: #ffff00;"><em>Paolo</em></span> “Per vedere cosa sia la psicologia e la dimensione di questa disciplina, è necessario partire dal concetto più importante e riconosciuto”.<br />
</strong><strong><span style="color: #ff9900;"><em> </em></span></strong></h3>
<h3><strong><span style="color: #ff9900;"><em><span style="color: #ffcc00;">Francesca</span></em></span> “Quale  concetto?”.<br />
</strong><strong><span style="color: #ffff00;"><em> </em></span></strong></h3>
<h3><strong><span style="color: #ffff00;"><em>Paolo</em></span> “ Il concetto di libido , che è la pietra di paragone dell’energia psichica. Dall’energia psichica si procede alla comprensione dei processi di apertura e chiusura dal mondo circostante tipici di ciascuno, o aprirsi e chiudersi al mondo. Questa apertura e chiusura è definita legge della tensione- distensione o anche principio del piacere-dispiacere. Dimostrare questa legge che è comune ad entrambe le sfere sia dello psichico sia  del fisiologico, ma scoperta per prima nel campo della sfera psichica significa dire che la Psicologia è una disciplina con validità oggettiva, anziché una mitologia. Ma procedo per gradi, per arrivare all’epilogo. Stando nel terreno della verità, &lt;&lt; l’ipotesi teorica dell’esistenza di un &#8216;antagonismo&#8217; all’interno della legge tensione distensione&gt;&gt;, come fossero forze in contrasto, significa disporre dei requisiti principali della controllabilità sperimentale se e solo se viene dimostrato l’antagonismo. L’energia psichica  è  ad oggi verificata in un’ indagine bioelettrica nel nostro campo, in cui a partire dall’energia psichica dell’eccitazione sessuale come fonte di piacere e  dell’angoscia come fonte di dispiacere, si è intravista una significativa &#8216;prudenza&#8217; delle cariche biolettriche relative dei soggetti, misurate attraverso l’uso di un oscillografo. Il tutto a partite da stimoli generanti  l’eccitazione sessuale e angoscia, per continuare con altri  stimoli positivi di tipologia diversa e altri negativi sempre sul continuum di questa legge tensione-distensione</strong>”.</h3>
<h3><em><span style="color: #ffcc00;">Francesca</span></em> “Puoi descrivere in modo più appropriato  questa cosa?”.</h3>
<h3><strong><em><span style="color: #ffff00;">Paolo</span></em> “ Nel caso di uno stimolo positivo ( es. mettendo dello zucchero sulla lingua &#8211; piacere )  l’energia psichica misurata ha un valore o carica positiva, mentre con uno stimolo negativo ( es. mettendo del sale sulla lingua – dispiacere ) l’energia psichica ne ha un altro o carica negativa. Si nota che esse non tornano ad essere quelle positive come valore di carica bioelettrica positiva, se si da’ lo stesso stimolo precedente positivo ( lo zucchero ), dopo quello negativo. Questo parametro o tendenza a non tornare allo stato precedente indica la presenza  di una “prudenza”  anche con stimoli di altra natura e l’ipotesi di un antagonismo tra piacere e dispiacere all’interno è ripetutamente confermata in modo metodico e con disciplinata osservazione durante la sperimentazione. In questo modo per giungere all’epilogo voglio introdurre il <em>criterio di falsificabilità </em>che afferma che una &lt;&lt;teoria&gt;&gt;, per essere controllabile, e perciò scientifica, deve essere ‘falsificabile’: in termini di logica, dalle sue premesse di base devono poter essere deducibili le condizioni di almeno un esperimento che la possa dimostrare integralmente falsa alla prova dei fatti, secondo il procedimento logico del modus tollens (in base a cui, se da A si deduce B, e se B è falso, allora è falso anche A). Se una teoria non possiede questa proprietà, è impossibile controllare la validità del suo contenuto informativo relativamente alla realtà che essa presume di descrivere. Da questa ricerca dell&#8217;antagonismo è nata un’altra ricerca avvenuta dieci anni dopo ( medesimo autore ) che ha verificato in realtà l’unità biopsichica dell’individuo o bioenergia, anzichè l’energia psichica, falsificando la prima in termini di minor appropriatezza. Per il criterio di falsificabilità dato che  la seconda ricerca biopsichica o bioenergetica ha falsificato  la prima relativa all’energia psichica , questa dell&#8217;energia psichica  è corretta in termini di contenuto. Per questo il punto di partenza è che la Psicologia è una Scienza”.</strong></h3>
<h3>*<span style="color: #ffff00;">nota</span>: fotografie dell&#8217; indagine .</h3>
<h3><span style="color: #808000;"><span style="color: #00ffff;"><span style="color: #ffffff;">*</span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #ffff00;"> </span><span style="color: #00ffff;"><a href="http://www.dacasamia.it/wp-content/uploads/2012/04/A.jpg"><span style="color: #ffff00;">Fotografia 1</span></a> / <a href="http://www.dacasamia.it/wp-content/uploads/2012/04/B.jpg"><span style="color: #ffff00;">Fotografia 2</span></a> / <a href="http://www.dacasamia.it/wp-content/uploads/2012/04/C.jpg"><span style="color: #ffff00;">Fotografia 3</span></a> / <a href="http://www.dacasamia.it/wp-content/uploads/2012/04/D.jpg"><span style="color: #ffff00;">Fotografia 4</span></a> / <a href="http://www.dacasamia.it/wp-content/uploads/2012/04/E.jpg"><span style="color: #ffff00;">Fotografia 5</span></a> / <a href="http://www.dacasamia.it/wp-content/uploads/2012/04/F.jpg"><span style="color: #ffff00;">Fotografia 6</span></a> / <a href="http://www.dacasamia.it/wp-content/uploads/2012/04/G.jpg"><span style="color: #ffff00;">Fotografia</span><span style="color: #ffff00;"> 7</span></a> / <a href="http://www.dacasamia.it/wp-content/uploads/2012/04/H1.jpg"><span style="color: #ffff00;">Fotografia 8</span></a></span></span></span></h3>
<address></address>
<h3><span style="color: #808000;"><span style="color: #00ffff;"><br />
</span></span></h3>
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		<title>Un oggetto relazionale: &#8220;il peluche&#8221;.</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 14:42:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paolo Rovera]]></category>

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		<description><![CDATA[(A breve )
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(A breve )</p>
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		<title>Psicodinamiche. Dei Quadri di Salvador Dalì</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 23:53:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paolo Rovera]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa esposizione parte dagli studi di Lowen del &#8216;carattere psicopatico&#8217;,  dalle &#8216;monomanie&#8217; di Esquirol e Pinel e dalle considerazioni dei &#8217;soggetti bizzarri&#8217; di Magnan e Morel.  Approfondendo certi studi, è&#8217; molto facile qualificare delle considerazioni sulle psicodinamiche dei quadri di Salvador Dalì e con le dichiarazioni date dal pittore spagnolo surrealista sulla sua arte si identificano almeno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Questa esposizione parte dagli studi di Lowen del &#8216;carattere psicopatico&#8217;,  dalle &#8216;monomanie&#8217; di Esquirol e Pinel e dalle considerazioni dei &#8217;soggetti bizzarri&#8217; di Magnan e Morel.  Approfondendo certi studi, è&#8217; molto facile qualificare delle considerazioni sulle psicodinamiche dei quadri di Salvador Dalì e con le dichiarazioni date dal pittore spagnolo surrealista sulla sua arte si identificano almeno quattro correlati psicologici. I correlati psicologici e le psicodinamiche sono spiegati con  &#8217;immagini&#8217; di quadri presi ad esempio. &#8220;Primo correlato&#8221; psicologico è la &#8220;Superiorità&#8221;, cioè l&#8217;atteggiamento di chi si vuole presentare e porre in modo da essere superiore all&#8217;altro. Traducendo si può dire &#8220;un tenersi sù&#8221;. Dalì disse &#8220;&#8230;mi sorprende il fatto che nessun altro pittore prima di me abbia pensato di dipingere  un orologio molle&#8221; &#8211;  Orologi molli ( 1931 &#8211; <a href="http://www.settemuse.it/pittori_scultori_europei/dali/1931_001_persistenza_della_memoria.jpg">Primo esempio</a>). Altro &#8221;correlato psicologico&#8221; è la &#8220;Sfida&#8221;, cioè la propensione a portarsi avanti come psicodinamica a scapito dell&#8217;altro, spesso con un espressione di sè seduttiva, accattivante, a volte dominante. Dalì attribuì al quadro di Millet un significato erotico &#8221; &#8230;mi impressionò profondamente, mi sconvolse; nonostante il quadro, nella mia visione, corrispondesse esattamente alle produzioni che conosco mi appariva completamente modificato è diventò per me all&#8217;istante il dipinto più sconcertante, più enigmatico, più intenso, più ricco di rappresentazioni dell&#8217;inconscio che fosse esistito&#8221;. L&#8217;opinione di Salvador Dalì e il correlato di sfida si notano nella scelta del vocabolo reminescenza nel titolo &#8220;Reminescenza archeologica dell&#8217;Angelus di Millet ( 1935 &#8211;  <a href="http://www.settemuse.it/pittori_scultori_europei/dali/1935_007_reminiscenza_archeologica.jpg">Secondo esempio</a>). Il terzo correlato è la &#8220;Provocazione verbale &#8220;. L&#8217;intenzione di creare con la provocazione un rapporto tale che si instauri la possibilità con la provocazione di controllare il rapporto al fine di capire se l&#8217;altro reagisce alla provocazione. Così può restare in una posizione indipendente e permettere un certo grado di intimità. Da raccogliere questa sua considerazione &#8220;Non racconto allucinazioni, le provoco&#8221;; psicodinamica del &#8220;Sogno causato dal volo di un&#8217;ape in torno a una melagrana, un secondo prima del risveglio&#8221; . ( 1944 - <a href="http://www.settemuse.it/pittori_scultori_europei/dali/1944_002_sogno_causato_da_un_ape.jpg">Terzo esempio</a> ), causato inteso come provocato.  Il quarto correlato psicologico è la spinta a &#8220;Essere vincente in tutte le situazioni&#8221; tradotto in &#8220;essere il primo&#8221;, questa è talmente forte che il soggetto non può accettare la sconfitta, perchè la sconfitta lo metterebbe nella condizione psicologica di pensare di poter essere usato. Consiste quindi nel far sì che gli altri abbiano bisogno di lui. Appartiene a questo periodo &#8220;Idillio melancolico atomico e uranico&#8221; (1945 &#8211; <a href="http://www.settemuse.it/pittori_scultori_europei/dali/1945_001_melancholy_atomic_uranic_idyll.jpg">Quarto esempio</a>) e la seguente sua considerazione &#8220;Il fatto che io stesso non capisca il significato dei miei quadri nel momento in cui li dipingo, non significa che essi non ne abbiano uno&#8221;.</strong></p>
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		<title></title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 10:26:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le nostre interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Che cos&#8217;è l&#8217;Ansia.
Paolo intervistato da Francesca.
Francesca: &#8220;Cos’è l’ansia?&#8221;.
 Paolo: &#8220;A titolo di definizione l’ansia è la paura inconscia di cadere per terra, dove per cadere per terra è da intendersi come cadere sul pavimento. Il motivo per cui certe persone provano questo stato di tensione emozionale rispetto ad altre persone va ricercato in una diversa esperienza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #ffff00;">Che cos&#8217;è l&#8217;Ansia.</span></h2>
<h3><strong><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ffff00;">Paolo</span> intervistato da <span style="color: #ffcc00;">Francesca</span>.</span></strong></strong></h3>
<h3><strong><em><strong><span style="color: #ffcc00;">Francesca</span></strong></em><em><span style="color: #ffcc00;">:</span> </em></strong><span style="font-weight: bold;">&#8220;Cos’è l’ansia?&#8221;.</span></h3>
<h3><strong><em><span style="color: #ffff00;"> Paolo</span></em><em><span style="color: #ffff00;">:</span> </em></strong><span style="font-weight: bold;">&#8220;A titolo di definizione l’ansia è la paura inconscia di cadere per terra, dove per cadere per terra è da intendersi come cadere sul pavimento. Il motivo per cui certe persone provano questo stato di tensione emozionale rispetto ad altre persone va ricercato in una diversa esperienza del proprio passato&#8221;.</span></h3>
<h3><strong><em><span style="color: #ffcc00;">Francesca:</span> </em></strong><span style="font-weight: bold;">&#8220;Quale esperienza?&#8221;.</span></h3>
<h3><strong><em><span style="color: #ffff00;"> Paolo:</span> </em></strong><span style="font-weight: bold;">&#8220;Ecco succede pressoché questo. Si sa che le esperienze del/la bambino/a da piccolo/a hanno un valore differente nel senso che quello che prova il bambino/a è percepito come molto più grande di quello che è in realtà un medesima esperienza nella prospettiva vissuta da un adulto&#8221;.</span></h3>
<h3><strong><em><span style="color: #ffcc00;">Francesca:</span> </em></strong><span style="font-weight: bold;">&#8220;Nello specifico a quale periodo del bambino/a ti stai riferendo?&#8221;.</span></h3>
<h3><strong><em><span style="color: #ffff00;"> Paolo:</span> </em></strong><span style="font-weight: bold;">&#8220;Al periodo intorno alle tre settimane  di vita dei neonati&#8221;.</span></h3>
<h3><strong><em><span style="color: #ffcc00;">Francesca:</span> </em></strong><span style="font-weight: bold;">&#8220;Cosa succede?&#8221;.</span></h3>
<h3><strong><em><span style="color: #ffff00;"> Paolo:</span> </em></strong><span style="font-weight: bold;">&#8220;Se il bambino/a ha  una madre che fornisce un contatto caldo, sciolto e sicuro nel senso di saper tenere in braccio il proprio figlio/a con  sicurezza difficilmente si verifica l’esperienza che genera invece la situazione opposta&#8221;.</span></h3>
<h3><strong><em><span style="color: #ffcc00;">Francesca:</span> </em></strong><span style="font-weight: bold;">&#8220;Puoi spiegarti meglio?&#8221;.</span></h3>
<h3><strong><em><span style="color: #ffff00;">Paolo:</span> </em></strong><span style="font-weight: bold;">&#8220;Sì. Se la madre è insicura e fredda,  il bambino/a ha certamente sviluppato la sensazione stando in braccio a lei di poter cadere per terra da un momento all’altro. E’ facile pensare cosa possa significare per un/a bambino/a così piccolo/a percepire da un metro e più d’altezza che cosa sia provare la sensazione di cadere sul pavimento e lo spavento che può avere per questo. Essendo che di solito i genitori non se ne accorgono, succede che il bambino/a anziché aiutato non viene capito e questa esperienza di spavento diventa inconscia. Sintetizzando questa esperienza di spavento sarà poi la stessa che avrà da adulto/a e che viene definita ansia&#8221;.</span></h3>
<h3><strong><em><span style="color: #ffcc00;">Francesca:</span> </em></strong><span style="font-weight: bold;">&#8220;Come si può rimediare?&#8221;.</span></h3>
<h3><strong><em><span style="color: #ffff00;">Paolo:</span> </em></strong><span style="font-weight: bold;">&#8220;Il rimedio è quello di intervenire provando a lasciar cadere il bambino/a per abituarlo/a a sensazioni di caduta. Questo va fatto in modo dolce e scherzoso&#8221;.</span></h3>
<h3><strong><em><span style="color: #ffcc00;">Francesca:</span> </em></strong><span style="font-weight: bold;">&#8220;Definire l’ansia come l’equivalente della paura di cadere per terra è una cosa pratica o e una teoria?&#8221;.</span></h3>
<h3><strong><em><span style="color: #ffff00;">Paolo:</span> </em></strong><span style="font-weight: bold;">&#8220;In psicologia è essenziale stare con i piedi per terra se no si fa della filosofia, cioè ci si occupa di un’altra disciplina. E’ dimostrato che già nel 1949 furono condotti nel campo degli studi e delle ricerche per aiutare  il bambino di 3 settimane a riportarlo allo stato di serenità, attraverso il cadere giocoso&#8221;.</span></h3>
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		<title></title>
		<link>http://www.dacasamia.it/interviste/3530/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 15:09:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le nostre interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Cos&#8217;è la Depressione: l&#8217;emozione al condizionale. ( Prossimamente )
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #ffff00;">Cos&#8217;è la Depressione: l&#8217;emozione al condizionale. ( Prossimamente )</span></h2>
]]></content:encoded>
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		<title>La Favola di Sigmund Freud &amp; Arthur Wynne ( inventore del Cruciverba )</title>
		<link>http://www.dacasamia.it/paolo-rovera/la-fiaba-di-sigmund-freud-arthur-wynne-linventore-del-cruciverba/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Feb 2012 18:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paolo Rovera]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;era una volta,
un &#8216;albero viola&#8217; talmente bello da far sembrare il paese in cui era presente, &#8216;un presepe&#8217;. Grazie a quell&#8217;albero il paese si chiamò &#8220;Presepe&#8221;. Nel &#8220;Presepe&#8221; c&#8217;era un giornalista di nome Arthur che trascorreva il tempo a raccogliere notizie. Una sera di tramonto che è ogni sera di sera serena Arthur avvertì un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>C&#8217;era una volta,</strong></p>
<p><strong>un &#8216;albero viola&#8217; talmente bello da far sembrare il paese in cui era presente, &#8216;un presepe&#8217;. Grazie a quell&#8217;albero il paese si chiamò &#8220;Presepe&#8221;. Nel &#8220;Presepe&#8221; c&#8217;era un giornalista di nome Arthur che trascorreva il tempo a raccogliere notizie. Una sera di tramonto che è ogni sera di sera serena Arthur avvertì un leggero singhiozzo. Da quel momento a seguire il singhiozzo diventò più insistente al punto di non permettergli più di impostare una frase senza che gli si sobbalzasse la penna. Decisivo fu quando si accorse che intingere la penna nel calamaio metteva a repentaglio l&#8217;inchiostro. Non sapendo bene come risolvere il singhiozzo s&#8217;incammino per il &#8220;Presepe&#8221;  e cammin facendo vide un&#8217;insegna che lo sorprese. C&#8217;era su un campanello il nome &#8220;Dott. Sigmund Freud&#8221;, proprio ciò che cercava. Decise di informarsi da lui e nei 2 minuti che intercorsero dal suono del campanello all&#8217;arrivo di Sigmund, Arthur fece 49 singhiozzi: era evidente che per lui la speranza di poter risolvere il suo problema aveva già generato un miglioramento del sintomo. &#8220;Buongiorno&#8221; si presentò Sigmund &#8221; prego, mi dica!. &#8220;Buongiorno a lei&#8221; disse il giornalista togliendosi il cappello in segno di cortesia &#8221; sono Arthur e le ho suonato poc&#8217;anzi perchè vorrei sapere se sa indicarmi un rimedio a un singhiozzo che da diversi giorni mi porto appresso e che non smette di perseguitarmi. Non è tanto per il singhiozzo, ma è che è un singhiozzo fuori dal comune e non so proprio quale rimedio utilizzare&#8221;. Sigmund si rese partecipe della conversazione e disse &#8220;io mi occupo di sintomi per cui se lei è d&#8217;accordo la farei sdraiare sul lettino del mio studio per visitarla&#8221;. Si avviarono nello studio dove Arthur si accomodò sul divano mentre Sigmund da par sua descriveva brevemente il suo lavoro. Lui avrebbe elaborato le sue parole per capire da dove potesse arrivare il singiozzo e quale ne fosse la radice. Così disse &#8221; Arthur mi dica la prima parola o frase che le passa per la mente, qualunque essa sia&#8221;. La seduta ebbe inizio. &#8221;La prima che mi vien pensando è &lt;&lt; le prime in pista&gt;&gt;&#8221;; Sigmund estrasse il suo taccuino e prese appunti.&#8221;Ecco va bene, e poi le viene in mente altro, Arthur?&#8221; Il giornalista disse &#8220;&lt;&lt; 27 orizzontale&gt;&gt;&#8221;, quindi la soluzione è &lt;&lt; pi&gt;&gt;&#8221;. Freud aggrottò le ciglia ma non si scompose, mentre Wynne pensava alle ultime parole crociate che aveva appena creato. E poi disse &#8220;&lt;&lt;Combinazione del poker&#8230;.5 verticale&gt;&gt;&#8221; , &#8220;&lt;&lt;Aletta di pesce&#8230;&#8230;19 orizzontale&gt;&gt;&#8221;,&#8221;&lt;&lt;L&#8217;acqua minerale non gasata&#8230;.27 orizzontale&gt;&gt;&#8221;. Dopo circa mezz&#8217;ora Freud interruppe il flusso di parole di Arthur e iniziò a spiegargli il complesso di Edipo base della sua teoria secondo la quale nella &#8220;persona&#8221; è presente un complesso tale per cui fin da bambino c&#8217;è una ricerca di voler stare con la madre al posto del padre, per amore e quindi invidiare il padre&#8221;. Arthur mentre sentiva questa spiegazione disse &#8221; è come se il bambino provasse una sindrome da emarginato, allora&#8230;giusto?&#8221; e sorrise. Freud disse &#8220;Ehm&#8230;.effettivamente!&#8221;. Il giornalista prese il pallino del discorso per spiegare il suo cruciverba a cosa serviva  &#8221;lo feci proprio per questo motivo, il cruciverba, per aiutare le persone anzichè a vedere il proprio padre o la propria  madre, per  indirizzarlo verso la realtà di ciò che si può vedere a Presepe&#8230;&#8230;.io segno una definizione di realtà come &#8221;Ranocchietta verde&#8221; e la persona trova la parola che corrisponde alla realtà della definizione, cioè &#8220;Ila&#8221; , ed è questo il principio su cui si basa&#8230;&#8221; Freud rimase di stucco quasi come se fosse Arthur ad essere il dottore, e non lui, non ci aveva mai pensato alla sindrome dell&#8217;emarginazione&#8221;.Sigmund decise a quel punto di andare a prendere un bicchiere d&#8217;acqua per offrirla ad Arthur, che la bevve di gusto e si sentì leggero come una piuma. Prima di accomiatarsi il singhiozzo sparì d&#8217;incanto come incantevole è pensare ad un albero viola in un bosco di alberi verdi che fa notare quanto siano belli gli alberi verdi grazie al colore di un tal &#8220;Presepe&#8221;.</strong></p>
<p><strong>The End.</strong></p>
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		<title>Qual è la morale? Il significato delle favole</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 14:01:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francesca Sansalone]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si diventa “grandi” si cerca di lasciare il mondo infantile alle proprie spalle, per potersi affermare nella società e comunicare a tutti che ora si è grandi e si ha ben poco a che fare con il proprio spirito bambinesco.
Una cosa da cui sicuramente ci allontaniamo, per poi riavvicinarci quando si diventa genitori, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quando si diventa “grandi” si cerca di lasciare il mondo infantile alle proprie spalle, per potersi affermare nella società e comunicare a tutti che ora si è grandi e si ha ben poco a che fare con il proprio spirito bambinesco.</strong></p>
<p><strong>Una cosa da cui sicuramente ci allontaniamo, per poi riavvicinarci quando si diventa genitori, è il mondo delle favole: non siamo più bambini e non siamo più interessati a principesse, eroi, draghi e a quel mondo fantastico.</strong></p>
<p><strong>Spesso l’adulto sottovaluta l’importanza e il significato di una favola, pensa che siano utili solo ai bambini, ma in questo modo perde il vero insegnamento che sta alla base di ogni fiaba.</strong></p>
<p><strong>Infatti, ogni racconto è un percorso, costellato di problemi, difficoltà e ingiustizie in cui il protagonista si imbatte, ma che grazie alla forza interiore e a strategie di problem solving riesce a gestire ed affrontare, raggiungendo così il “lieto fine”.</strong></p>
<p><strong>Il loro compito è quello di aiutarci a capire, e credere, che dentro di noi abbiamo tutti gli strumenti necessari per affrontare le difficoltà che si presentano sul nostro cammino di crescita; inoltre, ci insegnano a tenere duro in quei momenti, a non gettare la spugna, perché ci sono sempre risorse e opportunità impreviste che si possono presentare.</strong></p>
<p><strong>In ogni favola sono presenti, in modo ben distinto e contrapposto, il bene e il male: questo perché si vuole evidenziare che entrambe le qualità sono presenti in ogni essere umano e che, nella maggior parte dei casi, sono il filo rosso che unisce le sfide e le lotte che si susseguono nella trama e che aiutano a sviluppare le capacità utili a fronteggiare i problemi.</strong></p>
<p><strong>Non è un caso che ci si identifichi con un personaggio di una fiaba. Questo processo avviene perché le storie narrate simboleggiano le difficoltà che incontriamo nel corso della vita e come vengono affrontate, dandoci una spinta a credere di più in noi stessi e nelle nostre capacità.</strong></p>
<p><strong>Le favole sono necessarie ai bambini, perché attraverso il loro stesso linguaggio, quello della fantasia, li aiutano a capire meglio quello che accade dentro e intorno a loro contribuendo alla loro crescita. Non a caso, nella maggior parte delle volte, i piccoli si identificano con l’eroe: così facendo si crea in loro la speranza che i problemi possano essere risolti e che c’è sempre la possibilità di cambiare.</strong></p>
<p><strong>Qual è allora la morale?</strong></p>
<p><strong>Che l’eroe (il bene), e la sua vita, è migliore del suo rivale (il male), in questo modo ci identifichiamo con il coraggio, la capacità di lottare, il credere in noi stessi e nelle nostre capacità e siamo pronti a crescere ed accettare sfide sempre più grandi.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>* Indice dei Titoli*</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Feb 2012 06:10:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[

1.Il &#8220;Principio del dare e del ricevere&#8221;.Il principio fondamentale dell&#8217;Indipendenza.
2. Psicodinamiche. Dei quadri di Salvador Dalì.
3. La &#8216;Favola&#8217; di Sigmund Freud &#38; Arthur Wynne ( inventore del Cruciverba ).
4. Tratto da un libro del Dott. Freddy Torta
5.  La musica non ha &#8216;ego&#8217;.
6.  Il piccolo giardino dell&#8217;ansia.
7.  Psicodinamica. Spiegazione psicologica del &#8216;Genio&#8217;.
8. Psicologia del &#8216;Gesto di stizza&#8217;.
9. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">1.Il &#8220;Principio del dare e del ricevere&#8221;.Il principio fondamentale dell&#8217;Indipendenza.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="text-align: left;">2. Psicodinamiche. Dei quadri di Salvador Dalì.</span></p>
<p style="text-align: left;">3. La &#8216;Favola&#8217; di Sigmund Freud &amp; Arthur Wynne ( inventore del Cruciverba ).</p>
<p style="text-align: left;">4. <span style="text-align: left;">Tratto da un libro del Dott. Freddy Torta</span></p>
<p style="text-align: left;">5.  La musica non ha &#8216;ego&#8217;.</p>
<p style="text-align: left;">6.  Il piccolo giardino dell&#8217;ansia.</p>
<p style="text-align: left;">7.  Psicodinamica. Spiegazione psicologica del &#8216;Genio&#8217;.</p>
<p style="text-align: left;">8. <span style="text-align: left;">Psicologia del &#8216;Gesto di stizza&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: left;">9. Il narcisista allo specchio non è altro che un egocentrico.</p>
<p style="text-align: left;">10. Il principio del piacere*.</p>
<p style="text-align: left;">11. Il parto ( La maternità )*.</p>
<p style="text-align: left;">12.  Psicodinamiche. &#8220;Eccellente&#8221; Caratteriologia in due canzoni di Enrique Iglesias e Cristina Aguilera.</p>
<p style="text-align: left;">13. &#8220;Corpo&#8221; e &#8220;immagine&#8221;. Il Ritratto di Dorian Gray*.</p>
<p style="text-align: left;">14. Psicodinamiche. L&#8217;eccezionalità istrionica nella professione musicale di Robbie Williams.</p>
<p style="text-align: left;">15.  Metodo di proposta di intervento di un individuo con diagnosi ossessivo- compulsiva.</p>
<p style="text-align: left;">16.  La caparbietà e la sgarbatezza tipiche della donna dai più definita isterica.</p>
<p style="text-align: left;">17. La matrice creativa ed artistica del film Matrix. Il paradosso del migliore.</p>
<p style="text-align: left;">18. Realtà e illusioni*.</p>
<p style="text-align: left;">19. Tracce coatte in certe persone.</p>
<p style="text-align: left;">20.  La pregiatezza del &#8220;Peer Gynt&#8221; di Henrik Hibsen da un resoconto di Wilhelm Reich*.</p>
<p style="text-align: left;">21. La consapevolezza della sincerità e dell&#8217;inganno*.</p>
<p style="text-align: left;">22. Le differenze di base tra la persona sana e la persona nevrotica in 4 ambiti*.</p>
<p style="text-align: left;">23. Il progresso può produrre conflittualità*.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong><br />
</strong></p></blockquote>
<p style="text-align: left;">
]]></content:encoded>
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		<title>&lt; Tratto da un libro del Dott. Freddy Torta &gt;</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 13:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paolo Rovera]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono stato autorizzato dal Dott. Freddy Torta per il paragrafo &#8220;La Forza Ricreativa Del Ridere&#8221; dal libro &#8220;La Ricerca Del Proprio Amore&#8221;, edito da Silvia Editrice nel 2005 ( pagina 38 ).
- Il ridere ci fa tornare bambini, ci toglie di dosso per qualche momento i pesi della nostra età adulta, ci fa sentire nuovi e pieni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sono stato autorizzato dal <strong>Dott. Freddy Torta</strong> per il paragrafo &#8220;La Forza Ricreativa Del Ridere&#8221; dal libro &#8220;La Ricerca Del Proprio Amore&#8221;, edito da Silvia Editrice nel 2005 ( pagina 38 ).</strong></p>
<p><strong>- Il ridere ci fa tornare bambini, ci toglie di dosso per qualche momento i pesi della nostra età adulta, ci fa sentire nuovi e pieni di vita. In effetti questa non è un&#8217;illusione: il ridere è una specie di scuotimento interno che smuove gran parte del nostro corpo, allentando le tensioni, anche le più profonde. E&#8217; come se un magico massaggio interno sciogliesse queste tensioni ridandoci freschezza e vitalità: alla fine ci si ritrova con il respiro più aperto, con il corpo più rilassato e pieno di calore e con un senso di benessere che ci dà l&#8217;idea di come il ridere sia un potente meccanismo spontaneo di rivitalizzazione e di rinnovamento.  Anche la scienza ufficiale sta scoprendo l&#8217;efficacia salutare del ridere. Ridere fa bene alla salute e aiuta a guarire, perchè quando si ride è come se ridessero tutte le nostre cellule: una buona risata è una preziosa medicina e non ha effetti &#8220;collaterali&#8221; e conferma il vecchio detto &#8221; il riso fa buon sangue&#8221;. Ovviamente il riferimento è quella risata simile a una cascata d&#8217;acqua fresca di montagna, piena e sonora, la risata di gusto, fino alle lacrime, la risata a crepapelle.  Spesso non c&#8217;è la possibilità di agire in tal senso, ma ci si limita a ridacchiare senza spalancare troppo la bocca, spesso a denti stretti, magari ironicamente. Quando la risata è piena e sonora succede che i muscoli che di solito sono tesi si rilassano.  Primo tra tutti il diaframma, che è il muscolo principale della respirazione ( a tal proposito Wilhelm Reich diceva del diaframma in sintesi &#8221; lo sblocco della contrazione del muscolo del diaframma, in termini di allentamento della tensione di esso è il riferimento centrale per realizzare l&#8217;intervento terapeutico in modo positivo, è la base o ostacolo di riferimento in psicoterapia&#8221; ). Altri muscoli che si rilassano sono quelli della pancia, quelli intercostali del torace e quelli della gola. Il ridere aiuta quindi a riprendere il respiro in modo più aperto e dopo una risata di gusto ci si sente più vitali e pieni di calore, come rinnovati e ringiovaniti. Se non si ride si ragiona anche a metà perchè se si ride di più si respira e si ragiona anche meglio. E&#8217; vera infatti la frase dei nostri antenati &#8220;mens sana in corpore sano&#8221; cioè la mente è sana in un corpo sano, così come è vero che il corpo è più sano se la mente è di buon umore. -</strong></p>
<p><strong><strong>Dott. Freddy Torta</strong>, Membro dell&#8217;International Institute for Bioenergetic Analysis e docente della Società Italiana Analisi Bioenergetica, psicologo e psicoterapeuta ( <a href="http://xoomer.virgilio.it/silviaeditrice/Libri%20Letteratura/RicercaAmore.html">Books</a> )</strong></p>
<p><span style="font-weight: bold; text-align: center;">&lt;&lt;   Qual è la cosa più difficile di tutte? Quella che sembra la più facile: con gli occhi vedere ciò che davanti si trova  &gt;&gt;.                                                                                       <span style="font-weight: bold; text-align: center;">Johann Wolfgang von Goethe.</span></span></p>
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